Onde Corte Internazionali: Chi Trasmette Ancora
Alcune informazioni e spunti in questo articolo provengono da discussioni della community GIR (Gruppo Italiano Radioascolto).
“Le onde corte sono morte” è una frase che si sente spesso — e che è parzialmente sbagliata. Certo, rispetto ai decenni d’oro della radiodiffusione internazionale (anni ‘70–‘90), il numero di emittenti si è ridotto drasticamente. Ma “ridotto” non significa “sparito”. Nel 2025–2026 ci sono ancora decine di stazioni che trasmettono in onde corte con potenze da decine a centinaia di kilowatt, raggiungendo ascoltatori in tutto il mondo.
Chi trasmette ancora e perché
Le motivazioni per continuare a trasmettere in HF nel 2025 sono più solide di quanto sembri:
Copertura in aree senza infrastrutture: in molte parti dell’Africa, del Sud-Est asiatico e dell’America Latina, la penetrazione di internet è limitata o inaffidabile. Una radio a batterie o a manovella, un’antenna integrata, e si riceve. Non serve connessione, non serve corrente elettrica stabile. Per raggiungere queste popolazioni, le onde corte non hanno ancora un sostituto economicamente accessibile.
Resistenza alla censura: in paesi con internet controllato o censurato, le onde corte sono difficili da bloccare. Si possono disturbare (jamming), ma bloccare completamente un trasmettitore da migliaia di chilometri è molto più costoso e difficile che filtrare traffico IP.
Continuità operativa in emergenza: l’HF funziona indipendentemente da qualsiasi infrastruttura terrestre. Terremoti, alluvioni, guerre — la radio HF continua a funzionare.
Le emittenti principali ancora attive
Radio Free Asia / Voice of America (VOA): trasmettono in decine di lingue asiatiche, dirette verso Cina, Corea del Nord, Vietnam, ecc. Potenze elevate, segnali spesso eccellenti dall’Italia specialmente nelle bande dei 15–17 MHz.
Radio France Internationale (RFI): una delle più presenti in Europa. Trasmette in francese e in molte lingue africane. Frequenze spesso intorno a 11.700–15.300 MHz durante il pomeriggio europeo.
NHK World Radio Japan: trasmette in giapponese e in inglese. Dall’Italia si riceve bene su 15.130 kHz e frequenze vicine nelle prime ore della sera UTC.
Radio China International (CRI): trasmissioni in italiano disponibili su varie frequenze. Curioso ascoltare le notizie cinesi in italiano — utile anche per confrontare diverse prospettive su stessi eventi.
WRMI (World Radio Mission International): emittente religiosa americana da Miami, con trasmissioni in molte lingue su molteplici frequenze. Risponde quasi sempre ai rapporti con QSL. Frequenza spesso in uso: 15.770 kHz.
Radio Exterior de España (REE): trasmissioni in spagnolo verso le Americhe, ricevibili dall’Italia nelle ore notturne.
Radio Romania Internazionale: trasmette in italiano. Una delle poche emittenti europee che produce contenuti in lingua italiana per il radioascolto.
Le bande da monitorare
Le bande internazionali sono fisse per convenzione internazionale (ITU). Quelle più utili per l’ascolto serale/notturno dall’Italia:
- 49 metri (5900–6200 kHz): sera e notte, emittenti europee e americane
- 41 metri (7200–7450 kHz): sera, mix di emittenti e radioamatori
- 31 metri (9400–9900 kHz): pomeriggio e sera, molto frequentata
- 25 metri (11600–12100 kHz): pomeriggio
- 19 metri (15100–15800 kHz): mattino e pomeriggio, segnali transoceanici
- 16 metri (17480–17900 kHz): pomeriggio, condizioni eccellenti nel massimo solare
- 13 metri (21450–21850 kHz): mezzogiorno e pomeriggio, aperto nel massimo solare
I relay: trasmettitori in affitto
Un fenomeno interessante del mercato attuale è il relay: emittenti che non hanno trasmettitori propri affittano tempo d’antenna su trasmettitori commerciali per raggiungere determinate aree geografiche. Strutture come WRMI (Florida), Channel 292 (Germania) e Radio Spaceshuttle offrono slot orari a chiunque voglia trasmettere in HF.
Questo ha aperto la porta a esperimenti interessanti: associazioni di appassionati, stazioni “nostalgia” che trasmettono musica degli anni ‘60–‘70, gruppi DX che organizzano trasmissioni speciali. Radio Nova International (6140 kHz) ne è un esempio — trasmissioni di test periodiche, graditi rapporti, risposta con QSL.
Perché vale ancora la pena
C’è qualcosa di speciale nel ricevere una stazione che trasmette dall’altra parte del mondo con hardware che si tiene in mano. Nessun router, nessun server, nessuna CDN — solo un’onda elettromagnetica che ha percorso migliaia di chilometri rimbalzando sulla ionosfera e che finisce nell’altoparlante di una radio portatile. La semplicità del meccanismo e la magia del risultato non stancano mai, dopo anni di ascolto.